Bonus

"Don Giovanni” alla Scala

Nella sezione BONUS vi offriamo l’esempio di una ricerca estesa su un titolo campione: agli oggetti visibili online, vengono aggiunti elementi attinti dall'archivio esteso DAM. Questa volta, come opera, abbiamo selezionato Don Giovanni, titolo che apre la stagione 2011-2012.

Nelle prime tre produzioni del Don Giovanni della storia scaligera (1814-1816-1825) era maestro al cembalo (e direttore) Vincenzo Lavigna, musicista attivo per trent’anni nel maggior teatro milanese, celebre per essere stato insegnante privato di composizione di Giuseppe Verdi, dopo che quest’ultimo non venne ammesso al Conservatorio di Milano. Lavigna iniziò il suo “Giuseppino” al capolavoro mozartiano, ben presente in alcune sue scelte drammaturgiche.

Dopo gli inizi convinti, col mutare della sensibilità e l’affermazione degli ideali romantici, il titolo, pur rispettato, non ebbe la diffusione che meritava: in circa cent’anni, tra il 1836 e il 1929 (direttore Guarnieri), le produzioni sono solo quattro, comprese le due delle date indicate. Di queste ebbe scarso successo la produzione del 1881, diretta da Gaetano Coronaro, nella quale si ripristinava la stesura originale, mentre in altri casi l’opera veniva tagliata e arrangiata. (A onor del vero, il titolo viene ospitato a Milano anche in teatri minori come il Re, il Santa Radegonda, il Carcano e il Dal Verme).
 
Dai primi anni trenta del Novecento Don Giovanni diviene opera imprescindibile anche alla Scala. Nel ‘31 la dirige il grande Bruno Walter, con protagonista Mariano Stabile, uno dei grandi Don Giovanni, presente anche nell’edizione del 1945 (ove Don Ottavio era Tito Schipa) che ebbe luogo al Teatro Lirico poiché la Scala era stata danneggiata dai bombardamenti: in questa edizione Stabile fu anche regista, oltre che protagonista. Nel ’48 arriva Karl Böhm e nei primi anni cinquanta Karajan. Per un’opera “da direttori”, ricordiamo ancora, oltre ai citati, le bacchette prestigiose di Scherchen e Maazel.
 
Dopo altre produzioni, nel decennio abbondante che va dall’ ’87 al ’99 è in scena alla Scala la sontuosa edizione diretta da Muti e con la regia di Strehler, per un totale di quattro allestimenti e 35 rappresentazioni in totale.
 
Poi, voltando pagina in tutti i sensi, nel 2006, con ripresa nel 2010, lo spettacolo astratto e un po’ dark di Peter Mussbach, segnato da una recitazione cruda e realistica.
 
Il futuro firmato Carsen è in dirittura d’arrivo.